Diritto


La corretta conoscenza dei propri diritti, dei propri obblighi e della normativa che regolamenta ogni settore della vita civile, può evitare il verificarsi di situazioni con difficile soluzione.

 Cliente


Si è consapevole dell’importanza del rispetto per le persone e per questo motivo, riteniamo fondamentale in primo luogo ascoltare le esigenze e le aspettative del cliente. Non si può ottenere la migliore soluzione (o meglio, la prevenzione) del problema senza conoscere la questione.

 Trasparenza


L’attività professionale è ispirata all’onestà, lealtà, correttezza e trasparenza ed è esercitata al fine di tutelare esclusivamente i diritti e gli interessi del proprio assistito, si è consapevole che il rapporto di fiducia tra professionista e cliente è garantito anche da un contesto umano e professionale, improntato su trasparenza, competenza e diligenza.

 Informativa


Nell’esercizio del proprio mandato professionale, sono rese note al cliente le problematiche, i benefici ed eventualmente anche i rischi giudiziali.

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  • False fatture per false operazioni: errato sottovalutare il fornitore

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    Le dichiarazioni di terzi rese nel corso di attività investigativa e trascritte nel pvc possono essere poste a base di un giudizio presuntivo teso a dimostrare l'evasione fiscale.
    Con ordinanza 25291 del 25 ottobre 2017, la Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di operazioni inesistenti, questa volta con riguardo al procedimento che il giudice deve seguire nella valutazione della prova presuntiva.
    In particolare, secondo la Corte, il giudice del merito deve sempre procedere all'esame e alla valutazione di tutti gli elementi forniti in sede di accertamento, sia presi singolarmente sia nel complessivo quadro del materiale raccolto, esplicitando l'iter logico seguito e dando conto delle specifiche motivazioni per le quali essi sono stati ritenuti irrilevanti ai fini della soluzione della controversia.

    Fallimento – Valida la notifica dell’istanza alla PEC della società anche se cancellata dal Registro imprese

    AteneoWeb.com  Commenti (0)
    Anche se la società è già cancellata dal Registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell'art. 15, comma 3, L.F., all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) comunicato al Registro medesimo prima della cancellazione e tuttora attivo.

    Così la Corte di Cassazione con l'Ordinanza n. 26276/17, depositata il 6 novembre 2017.

    La Suprema Corte torna a ribadire il principio per cui «in caso di società già cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell'art. 15, comma 3, I.fall., nel testo successivo alle modifiche apportate dall'art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. nella I. n. 221 del 2012, all'indirizzo di posta elettronica certificata della società cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero, nel caso in cui non risulti possibile - per qualsiasi ragione - la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante dal registro delle imprese» (Cass. 13 settembre 2016, n. 17946/2016, 20 dicembre 2016, n. 26333/2016).

    Ricordiamo che il R.D. n. 267/1942 (Legge Fallimentare), all'art. 10, prevede che gli imprenditori individuali o le società possono essere dichiarati falliti fino a massimo un anno da quando hanno provveduto alla loro cancellazione dal registro delle imprese, sempre però che l'insolvenza si sia manifestata prima della predetta cancellazione o entro l'anno successivo alla stessa.

    Il ricorso va ugualmente notificato alla società secondo le regole stabilite dalla legge fallimentare (art. 15) e dal codice di procedura civile (art. 145).
    Secondo tali norme, l'istanza di fallimento deve essere notificata a cura della cancelleria all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del debitore come risultante dal Registro delle Imprese.
    In via subordinata, nel caso in cui ciò non sia possibile, la notifica va effettuata a mezzo Ufficiale Giudiziario presso la sede legale del debitore comunicata al Registro Imprese.
    Nell'ipotesi in cui neanche questo tentativo dovesse andare a buon fine, per via dell'irreperibilità del destinatario, l'ufficiale giudiziario dovrà depositare l'atto nella casa comunale della sede iscritta nel registro delle imprese.

    Del resto la successione delle modalità notificatorie ex art. 15, terzo comma, L.F. (indirizzo di PEC del destinatario e, qualora risulti impossibile, a mezzo di ufficiale giudiziario presso la sede legale e successivamente presso la casa comunale) e la loro legittimità, in riferimento agli art. 3 e 24 Costituzione, è stata di recente confermata dalla stessa Corte Costituzionale, con la sentenza n. 146 del 16 giugno 2016.

    La complessità della notifica presso la sede chiusa di un'impresa o all'indirizzo di residenza di un amministratore irreperibile ha favorito un utilizzo distorto della cancellazione dal Registro delle imprese, cui alcune aziende hanno fatto ricorso in pendenza di gravi debiti sociali.

    L'imprenditore che, negligentemente o per incauta strategia elusiva, confidi a torto che la cancellazione dal Registro delle imprese possa costituire rimedio dirimente, potrà subire, dunque, l'iniziativa concorsuale dei creditori, anche se irreperibile.
    Per scaricare il testo della sentenza n. 26276/17 clicca qui.
    Per scaricare il testo della sentenza n. 17946/2016 clicca qui.
  • Omicidio stradale aggravato, no domiciliari se familiare l’ha agevolato

    No ai domiciliari per il reato di omicidio stradale aggravato se in famiglia c'è qualcuno che ha aiutato il colpevole nella fuga. La Cassazione, sentenza 53170 di oggi, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di origine straniera contro la misura della custodia in carcere decisa dal tribunale della libertà di Venezia. L'imputato aveva lamentato il vizio di motivazione relativamente alla inidoneità del domicilio per il “coinvolgimento” del fratello.

    L’obbligo di dichiarare i redditi illeciti non viola i diritti difesa

    In caso di imputazione per omessa dichiarazione - anche con riguardo a proventi illeciti - non si può invocare a propria difesa il principio per cui: nessuno è tenuto ad dimostrare la propria responsabilità penale (nemo tenetur se detegere), in quanto la denuncia dei redditi «non costituisce ex se una denuncia a proprio carico, ma soltanto una comunicazione inviata a fini fiscali, ed alla quale solo in via eventuale seguiranno accertamenti in ordine all'origine delle somme». Lo ha stabilito la ...
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    Commento a cura dell'avv. Gianluca Fasano È stata approvata in via definitiva dal Parlamento la proposta di legge in materia di segnalazioni di reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato, cosiddetto Whistleblowing (in attesa di pubblicazione in GU). Da tempo si attendeva una legge organica in materia, sul convincimento che il whistleblower, anche secondo l'esperienza della comunità internazionale, possa rappresentare uno strumento fondamentale per la prevenzione degli illeciti nelle ...
  • Il locatore non risponde della mancata autorizzazione all’uso dell’immobile

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  • Giudici pace, adesioni altissime sciopero oltre 80%

    Lo sciopero dei giudici di pace e dei magistrati onorari di tribunali e procure sta registrando adesioni altissime, intorno all'85%. Ciò determinerà lo slittamento di non meno di mezzo milione di processi. Lo afferma con una nota Maria Flora Di Giovanni presidente dell'Unione nazionale dei giudici di pace. «Nel frattempo, prosegue il comunicato, ieri al Csm si è tenuto un incontro dei capi degli uffici giudiziari per valutare l'impatto, sinora devastante, della riforma Orlando sull'efficienza della ...

Informazioni  

  • Nel caso in cui l’immobile locato sia stato destinato ad uso residenziale, anche il mancato pagamento di un solo canone, decorsi 20 giorni dalla data di scadenza legittima alla richiesta di sfratto; invece, nel caso di immobile locato destinato ad uso commerciale, per poter ottenere lo sfratto è richiesta la sussistenza di un grave inadempimento del conduttore, che non è possibile riscontrare nel mancato pagamento di un solo canone.
  • Chi non può permettersi di pagare un avvocato e le altre spese, qualora abbia la necessità di essere assistito in un processo, può nominarne uno a propria scelta senza doverlo pagare: il legale sarà compensato direttamente dallo Stato. L’assistenza gratuita dell’avvocato (cd. gratuito patrocinio) è previsto per i processi civili, penali, tributari e amministrativi e consente a chi non gode di un determinato reddito e si trovi, quindi, in una situazione economica precaria, di accedere alla giustizia senza doverne sostenere i costi.
  • Quante volte siete passati con l'automobile su una buca, sorta all'improvviso nell'asfalto dopo una giornata di pioggia? Le cattive condizioni della strada hanno una grande importanza come fattore determinante della sicurezza. La mancanza di fondi sufficienti alla manutenzione delle strada non può giustificare il fattore di rischio per la sicurezza dei cittadini. Se una strada viene mantenuta aperta alla circolazione senza alcun intervento di ripristino sulle buche, il Comune o l'Ente ha la piena responsabilità sulle eventuali conseguenze.
  • Se avete effettuato dei lavori o prestato la vostra opera professionale a favore di un soggetto (persona fisica o giuridica) che non vi ha regolarmente pagato, avete il diritto di agire anche giudizialmente per l'ottenimento di quanto dovutovi.