201711.23
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False fatture per false operazioni: errato sottovalutare il fornitore

Le dichiarazioni di terzi rese nel corso di attività investigativa e trascritte nel pvc possono essere poste a base di un giudizio presuntivo teso a dimostrare l’evasione fiscale.
Con ordinanza 25291 del 25 ottobre 2017, la Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di operazioni inesistenti, questa volta con riguardo al procedimento che il giudice deve seguire nella valutazione della prova presuntiva.
In particolare, secondo la Corte, il giudice del merito deve sempre procedere all’esame e alla valutazione di tutti gli elementi forniti in sede di accertamento, sia presi singolarmente sia nel complessivo quadro del materiale raccolto, esplicitando l’iter logico seguito e dando conto delle specifiche motivazioni per le quali essi sono stati ritenuti irrilevanti ai fini della soluzione della controversia.

201711.23
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Fallimento – Valida la notifica dell’istanza alla PEC della società anche se cancellata dal Registro imprese

Anche se la società è già cancellata dal Registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell’art. 15, comma 3, L.F., all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) comunicato al Registro medesimo prima della cancellazione e tuttora attivo.

Così la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 26276/17, depositata il 6 novembre 2017.

La Suprema Corte torna a ribadire il principio per cui «in caso di società già cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell’art. 15, comma 3, I.fall., nel testo successivo alle modifiche apportate dall’art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. nella I. n. 221 del 2012, all’indirizzo di posta elettronica certificata della società cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero, nel caso in cui non risulti possibile – per qualsiasi ragione – la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante dal registro delle imprese» (Cass. 13 settembre 2016, n. 17946/2016, 20 dicembre 2016, n. 26333/2016).

Ricordiamo che il R.D. n. 267/1942 (Legge Fallimentare), all’art. 10, prevede che gli imprenditori individuali o le società possono essere dichiarati falliti fino a massimo un anno da quando hanno provveduto alla loro cancellazione dal registro delle imprese, sempre però che l’insolvenza si sia manifestata prima della predetta cancellazione o entro l’anno successivo alla stessa.

Il ricorso va ugualmente notificato alla società secondo le regole stabilite dalla legge fallimentare (art. 15) e dal codice di procedura civile (art. 145).
Secondo tali norme, l’istanza di fallimento deve essere notificata a cura della cancelleria all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del debitore come risultante dal Registro delle Imprese.
In via subordinata, nel caso in cui ciò non sia possibile, la notifica va effettuata a mezzo Ufficiale Giudiziario presso la sede legale del debitore comunicata al Registro Imprese.
Nell’ipotesi in cui neanche questo tentativo dovesse andare a buon fine, per via dell’irreperibilità del destinatario, l’ufficiale giudiziario dovrà depositare l’atto nella casa comunale della sede iscritta nel registro delle imprese.

Del resto la successione delle modalità notificatorie ex art. 15, terzo comma, L.F. (indirizzo di PEC del destinatario e, qualora risulti impossibile, a mezzo di ufficiale giudiziario presso la sede legale e successivamente presso la casa comunale) e la loro legittimità, in riferimento agli art. 3 e 24 Costituzione, è stata di recente confermata dalla stessa Corte Costituzionale, con la sentenza n. 146 del 16 giugno 2016.

La complessità della notifica presso la sede chiusa di un’impresa o all’indirizzo di residenza di un amministratore irreperibile ha favorito un utilizzo distorto della cancellazione dal Registro delle imprese, cui alcune aziende hanno fatto ricorso in pendenza di gravi debiti sociali.

L’imprenditore che, negligentemente o per incauta strategia elusiva, confidi a torto che la cancellazione dal Registro delle imprese possa costituire rimedio dirimente, potrà subire, dunque, l’iniziativa concorsuale dei creditori, anche se irreperibile.
Per scaricare il testo della sentenza n. 26276/17 clicca qui.
Per scaricare il testo della sentenza n. 17946/2016 clicca qui.

201711.22
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Avvocati stabiliti: requisiti per la dispensa dalla prova attitudinale

Il Consiglio Nazionale Forense, con la sentenza n. 129 del 23 settembre 2017, ha esaminato il caso di un avvocato, già iscritto all’albo degli avvocati stabiliti con delibera del 7/2/12 dello stesso Consiglio, che chiedeva l’iscrizione all’albo con dispensa dalla prova attitudinale.
Con la sentenza in esame il CNF ha chiarito che, perchè sia possibile la dispensa della prova attitudinale, è necessario che l’esercizio della professione forense da parte dell’avvocato stabilito debba essere di durata non inferiore ai tre anni e svolta “in modo effettivo e regolare” dove, per esercizio effettivo e regolare della professione, si intende “l’esercizio reale dell’attività professionale esercitata senza interruzioni che non siano quelle dovute agli eventi della vita quotidiana. Nel caso di interruzioni dovute ad eventi di altra natura, l’attività svolta è presa in esame se la stessa ha avuto una durata almeno triennale, senza calcolare il periodo di interruzione, e se non vi siano ragioni che ostino ad una valutazione dell’attività come effettiva e regolare.”

201711.22
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Infortunio sulle scale condominiali: è l’infortunato che deve provare il “fatto dannoso”

Con l’ordinanza n. 25856 del 31-10-2017 la Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, ha espresso il principio di diritto secondo cui “in tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., è onere del danneggiato provare il fatto dannoso ed il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno e, ove la prima sia inerte e priva di intrinseca pericolosità, dimostrare, altresì, che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l’ordinaria diligenza, atteso che il caso fortuito può essere integrato anche dal fatto colposo dello stesso danneggiato.”
La controversia ha avuto come oggetto la richiesta, da prte di una condomina, di risarcimento dei danni subiti in conseguenza di un infortunio avvenuto scivolando sulle rampe della scala condominiale.

201711.21
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Dal ‘lordo’ al ‘netto’ calcolo compenso lavoro autonomo: versione Cloud

Abbiamo pubblicato la versione Cloud del software “Dal ‘lordo’ al ‘netto’ calcolo compenso lavoro autonomo”, che consente di determinare il compenso netto da corrispondere ad un lavoratore autonomo, in base al regime di determinazione delle imposte dallo stesso adottato (Ordinario, Forfetario “Start Up”, Forfetario, Imprenditoria Giovanile), in modo che lo stesso possa percepire, una volta determinate le imposte Irpef/sostitutive, addizionali regionale e comunale (se dovute), Irap (se dovuta) e i contributi previdenziali, un importo lordo prestabilito.
Questa applicazione “IN CLOUD”, come tante altre pubblicate su AteneoWeb nell’apposita sezione, è intuitiva e di facile utilizzo, non richiede installazione né aggiornamenti, ed è adatta a tutti i device.
Una volta effettuato l’acquisto, potrai accedere alla sezione “Le mie applicazioni Cloud” della tua area utente ed operare direttamente online!
Buon lavoro!

201711.21
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Imposte sui redditi e doppia residenza in Italia e all’estero: la Cassazione sul principio di residenza prevalente

La convenzione Italia-Russia contro le doppie imposizioni prevede che, quando una persona fisica è considerata residente in entrambi gli Stati contraenti, la stessa è considerata residente nello Stato nel quale ha una abitazione permanente e “nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette”.
Così si è espressa la Corte di Cassazione Civile, Sezione V, con la sentenza n. 26638/2017, interpretando la suddetta convenzione, ratificata con la legge numero 372/1997.
La vicenda ha visto come protagonista l’Agenzia delle Entrate che contestava ad un cittadino russo, tramite notifica di atto di irrogazione sanzioni, l’omessa presentazione del modulo RW relativamente ad ingenti investimenti esteri, ritenendolo residente fiscalmente in Italia, a nulla rilevando la sua presenza per oltre 183 giorni in territorio estero e la proprietà di un immobile in Russia.

201711.21
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Codice dei contratti pubblici – Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ANAC nm. 3 e n. 6 sulle circostanze di esclusione

Sono stati pubblicati, sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 7 novembre scorso, due provvedimenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) dell’ 11 ottobre 2017, riguardanti, rispettivamente:

L’Aggiornamento al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 delle linee guida n. 3, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, su: «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni»;
l’Aggiornamento al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 delle linee guida n. 6, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recanti: «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice».

L’aggiornamento di entrambi i provvedimenti è intervenuto a seguito di una consultazione pubblica che ha visto la partecipazione di amministrazioni e società pubbliche, di dipendenti pubblici, di associazioni di categoria, operatori economici e liberi professionisti e dopo aver ottenuto il parere favorevole della Commissione speciale presso il Consiglio di Stato.
Entrambe le linee guida entrano in vigore il prossimo 22 novembre 2017.
Per scaricare il testo delle Linee Guida n. 3 clicca qui.
Per scaricare il testo delle Linee Guida n. 6 clicca qui.
Per scaricare il testo delle Linee Guida n. 3 e n. 6 con le relative relazioni illustrative clicca qui.

201711.20
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Se il commercialista non paga ne risponde comunque il cliente

L’obbligo in capo all’assistito è escluso solamente in caso di comportamento fraudolento, da parte del professionista incaricato, finalizzato a mascherare la propria inadempienza.
Il contribuente è responsabile della omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e del conseguente mancato versamento delle imposte dovute, anche qualora abbia sporto denuncia nei confronti del consulente fiscale, a meno che non provi di aver fornito al professionista la provvista per il pagamento e di aver vigilato circa il puntuale adempimento del mandato a trasmettere in via telematica la dichiarazione alla competente Agenzia delle entrate.

Questo, in sintesi, il principio affermato dalla suprema Corte nell’ordinanza n. 24535, dello scorso 18 ottobre.

201711.20
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Pubblicata la Legge di delegazione europea 2016-2017

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre ottobre 2017, la Legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017”.

La legge, che si compone di 15 articoli e di un solo allegato, conferisce la delega al Governo per il recepimento di 29 direttive europee, di cui 28 inserite nell’Allegato A, che dovranno essere recepite con decreto legislativo. Si tratta, prevalentemente, di direttive emanate nell’anno 2016 (23); le restanti direttive risultano emanate negli anni 2015 (3) e 2017 (3).

Il provvedimento reca, inoltre, disposizioni di delega riguardanti l’adeguamento della normativa nazionale a 8 regolamenti europei e alle disposizioni dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti.

Si tratta di norme destinate a integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita economica, sociale e sanitaria dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: dalla disciplina dei pacchetti turistici e dei servizi collegati a quella dei marchi d’impresa; dalla regolamentazione della distribuzione assicurativa, alla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli: dal rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione d’innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, alle garanzie per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali; dalla protezione dei dati personali nelle attività di indagine, all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici; dall’interoperabilità del sistema ferroviario dell’UE e la sicurezza delle ferrovie e delle navi passeggeri, alla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici.
Per approfondire i contenuti e scaricare il testo della legge di delegazione europea 2016-2017 clicca qui.

201711.17
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Facoltà di produrre nuovi documenti nel giudizio tributario di appello

È inammissibile, per difetto di motivazione in ordine alla non manifesta infondatezza, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 58, 2° comma, d.leg. 31 dicembre 1992 n. 546, nella parte in cui prevede che nel giudizio di appello davanti alle commissioni tributarie è fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti, in relazione all’art. 6 Cedu, in riferimento all’art. 117, 1° comma, Cost.
Fonte: Corte Costituzionale; sentenza, 14-07-2017, n. 199 – Massima a cura de “Il Foro Italiano”.