201809.30
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Solo l’inerzia del curatore giustifica il ricorso del fallito

La “noncuranza” va intesa come un vero e proprio disinteresse alla prosecuzione della lite che non può essere accostato alla consapevole decisione di non continuare la controversia.
Il ricorso presentato dal contribuente contro la pronuncia sfavorevole resa nei confronti della curatela fallimentare può essere considerato ammissibile soltanto nell’ipotesi in cui gli organi fallimentari siano rimasti totalmente inerti. In particolare, l’inerzia è configurabile solo nel caso in cui si sia manifestato un completo disinteresse al gravame e non quando si sia presa scientemente la decisione di non proseguire il giudizio.
Sono questi gli interessanti principi che si ricavano dalla pronuncia 21602 della Cassazione, del 4 settembre 2018.